Come battere la tristezza da virus in 5 mosse di Riccardo Luna da la Repubblica

Il problema adesso non è la paura. Il problema adesso che abbiamo smesso di cantare „Azzurro“ alle 18, di applaudire i medici e gli infermieri a mezzogiorno, di vederci su Houseparty dopo cena, il problema adesso è tenere a bada la tristezza. Come se non bastasse la tragica bellezza di Papa Francesco che prega per noi in una piazza San Pietro deserta e battuta dalla pioggia – una immagine così potente e surreale da annichilire anche il genio di Paolo Sorrentino in The Young Pope – come se non bastassero quelle parole da Apocalypse Now, a dirci come stiamo davvero arriva la ricerca quotidiana che una società di d’intelligenza artificiale, Expert System, pubblica a partire da quello che scriviamo sui social. Un bollettino, se non fosse che questa parola oramai l’ha presa in esclusiva la Protezione civile. Insomma il bollettino dei social lo dice chiaramente: stiamo diventando tristi. Tutti i discorsi che ci fanno su quanto siamo bravi e su quanto saremo belli dopo, si sgretolano davanti alla domanda. Quando arriva “dopo”? E ci arriveremo? Non è catastrofismo: per molti è in corso una tragedia economica. Non parliamo di rinunciare ai lussi ma di non avere di che campare. Improvvisamente. Queste persone vanno aiutate subito, non fra un mese. Subito. Ma anche gli altri, i garantiti, manifestano segni di tristezza. E questo è pericolosissimo perché dalla tristezza alla rassegnazione è un attimo. E se ti rassegni hai già perso. Che fare? Ci ho pensato un po’ e ho elaborato alcuni stratagemmi per non perdere la speranza. 

1) Non stare tutto il giorno a seguire i bollettini, i siti di news e i programmi tv sul coronavirus. Lo dice anche l’Oms, due volte al giorno bastano e avanzano. Fissare il contatore dei morti non lo farà rallentare. 

2) Non passare tutto il giorno a condividere nelle chat di whatsapp video, foto, frasi celebri e appelli sul coronavirus, anche perché gira un sacco di robaccia e il rischio di amplificare una bufala è altissimo. 

3) Occupiamoci dei bambini se ne abbiamo in casa. Se c’è una categoria demografica davvero dimenticata dai vari decreti, è la categoria dei bambini. Chiusi in casa, senza amici, senza parchi, senza giochi ma soprattutto senza scuola. Per chi è alle superiori la didattica online in qualche modo funziona. Alle elementari no. E così i bambini li ritrovi in casa con i genitori in smart working e i fratelli maggiori in qualche classe virtuale, e loro sono soli. Come passano le giornate? Ecco, giocate con loro, parlate con loro, studiate con loro anche. Sono i più esposti.

4) Prendiamoci cura degli anziani, nonni e genitori che siano. Probabilmente li avete chiusi in casa, gli lasciate i generi alimentari e i farmaci sul pianerottolo e non li abbracciate da tre settimane. Giusto, fatto bene. Ma ci pensate al vuoto che sentono dentro? Come riempirlo? Una telefonata non basta. Servono le video chiamate, guardarsi negli occhi. Mia mamma mi ha detto ieri: non sai come sono brutta. Mamma, le ho detto, tu sei e sarai sempre la mia bellissima mamma. E abbiamo cucinato insieme ridendo. Su FaceTime.

5) Prendetevi cura di voi stessi perché crollare adesso trascinerà giù anche chi vi vuol bene. E poi francamente pensate alla fortuna di essere vivi, in buona salute, con le persone che amate. Alzatevi a un’ora decente e  fate sport (ci sono decine di app che promettono di farvi diventare tonici come Rocky in 28 giorni, pensate a come potete diventare se la quarantena dura di più). Leggete. Studiate, è la vostra occasione d’oro per fare aggiornamento professionale, potete addirittura prendere un master online in una prestigiosa università americana. Mettete in ordine la casa, e quando avete finito, la cantina. Perché? Se non lo sapete leggete „Il Magico potere del riordino“. E tenetevi da parte ogni giorno del tempo vuoto, come se foste astronauti in una passeggiata spaziale, per ascoltare il vostro respiro e i vostri pensieri più intimi. Quanto è che non lo facevamo?

Sistema bibliotecario digitale italiano Media Library On Line (MLOL), un servizio digitale gratuito per accedere all’uso di numerosi libri in lingua italiana.

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