I diritti dei lavoratori in Germania durante l’emergenza Coronavirus

1. Quando posso rimanere a casa?
Non potete decidere da soli di non andare al lavoro per paura del coronavirus. Il datore di lavoro può reagire con una lettera di diffida o addirittura con un licenziamento.

Se avete avuto contatti con una persona affetta da Coronavirus, verificate tempestivamente se dovete mettervi in quarantena. Se dovete assentarvi dal posto di lavoro per un accertamento medico a causa di un possibile contagio, è necessario informare prima il vostro datore di lavoro e presentare poi un certificato di malattia redatto dal medico. Il medico è tenuto a segnalare le persone che risultano positive al coronavirus all’autorità sanitaria locale.

In linea di principio, in caso di malattia, indipendentemente che siate affetti dal coronavirus o da altra patologia – vale la seguente regola: fatevi rilasciare dal vostro medico un certificato di malattia, il quale va inviato, immediatamente al vostro datore di lavoro. Il datore di lavoro è tenuto a pagare regolarmente lo stipendio per 6 settimane. A partire dalla settima settimana avete diritto all’indennità di malattia (Krankengeld).

2. Ho avuto contatti con una persona infetta e sono stato quindi messo in quarantena. Continuerò ad essere pagato?
Se siete stati messi in quarantena dal vostro medico o dall’autoritá sanitaria locale (Gesundheitsamt) fatevi rilasciare il certificato che dovrete consegnare al datore di lavoro, il quale è obbligato a pagare il vostro stipendio per un periodo di 6 settimane. Questo è regolato dalla legge sulla protezione dalle infezioni, § 56. Il datore di lavoro a sua volta farà richiesta di rimborso alle autorità competenti (Landesbehörde). Se avete sintomi di malattia, significa che siete impossibilitati a lavorare e dovete presentare al datore di lavoro un certificato medico di impossibilità al lavoro al più tardi il quarto giorno della malattia (o il primo giorno se il datore di lavoro lo richiede).

3. Lavoro in un negozio e ho molti contatti con i clienti. Ho paura di essere contagiato. Devo presentarmi comunque al posto di lavoro?
Non potete rifiutarvi di presentarvi al lavoro semplicemente per paura di un’infezione. Potete assentarvi dal lavoro solo se siete effettivamente impossibilitati a lavorare. Il rischio di infezione non è considerato un rischio generale di vita. Dovete quindi continuare a prestare servizio. Tuttavia, il datore di lavoro dovrebbe fornirvi dei dispositivi di protezione, come i disinfettanti. Inoltre non può vietarvi di lavorare con mascherine e guanti.

4. Mi è stato diagnosticato il contagio da coronavirus
Se siete stati contagiati dal coronavirus, dovete informare immediatamente il vostro datore di lavoro in merito alla vostra impossibilità di continuare a lavorare, indicando la presunta durata della prognosi, mediante l’apposito certificato di malattia redatto dal medico.
Allo scopo di ridurre il rischio di diffusione del virus, sarebbe opportuno informare il vostro datore di lavoro e i vostri colleghi.

5. In caso di viaggio di lavoro in aree ad alta diffusione di coronavirus, come mi devo comportare?
In linea di principio, l’obbligo di lavorare si estende anche ai viaggi di lavoro.
In caso di viaggi di lavoro in aree in cui il rischio di contagio é stato ufficialmente confermato dalle autorità competenti (es. ufficio della sanità pubblica, ufficio distrettuale, polizia o altri enti), non potete essere obbligati a recarvi in tali regioni.
Sul seguente link, dell’Istituto Robert Koch trovate una mappa aggiornata con le indicazione delle aeree a rischio. (https://www.rki.de/DE/Content/InfAZ/N/Neuartiges_Coronavirus/Risikogebiete.html).

6. L’ azienda presso la quale lavoro è stata messa in quarantena dall’autorità competente ed è stata ordinata la sospensione temporanea dell’attività aziendale. Continuerò a ricevere lo stipendio anche se non sono ammalato?
Certamente. Continuerete a ricevere il vostro stipendio regolarmente per 6 settimane. Nel caso di coronavirus, la responsabilità per la perdita del vostro stipendio è disciplinata dalla legge sulla protezione contro le infezioni. Il datore di lavoro a sua volta farà richiesta di rimborso alle autorità competenti.
Il datore di lavoro non può utilizzare i giorni maturati di ferie in sostituzione della sospensione lavorativa, così come non può imporre un saldo per le ore di lavoro straordinario. Pertanto, non firmate le richieste di ferie o di congedo non retribuite che vi vengono presentate se non siete d’accordo.

7. Cosa succede se la mia azienda ha poco lavoro a causa dell’emergenza attuale e mi mette in cassa integrazione (Kurzarbeit)?
Se nella vostra azienda il lavoro diminuisse, il vostro datore di lavoro può richiedere, presso l’agenzia del lavoro (Agentur für Arbeit), il cosiddetto assegno di cassa integrazione temporaneo (Kurzarbeitergeld). In tal caso, il datore di lavoro ottiene dallo Stato una sovvenzione, che vi verrà integrata in busta paga. Questa compensazione ammonta al 60% del salario netto che viene a mancare. Se avete almeno un figlio a carico, la compensazione sarà del 67%.
Chi fa un Minijob, o è in pensione o fa una formazione professionale non ha diritto all’assegno di cassa integrazione.

Durante la cassa integrazione posso fare anche un altro lavoro?
Sí. Tuttavia andrá a fare cumulo con l’assegno di cassa integrazione spettante e quest’ultimo vi verrá ridotto. Tuttavia durante l’emergenza coronavirus per un periodo che va dal 1.4. al 31.10. 2020 vi è un’eccezione. Se svolgete il secondo lavoro in un settore cosiddetto rilevante per il sistema (Systemrelevanten Branchen), questo non andrá a ridurre l’assegno di cassa integrazione sempre che la retribuzione salariale e la cassa integrazione sommati insieme non siano maggiori del salario lordo dell’attività lavorativa principale per cui state ricevendo la cassa integrazione. Al settore cosiddetto rilevante per il sistema appartengono: i fornitori di energia e acqua, i trasporti, i settori sanitario, agricolo e alimentare. Se avevate il secondo lavoro giá prima della cassa integrazione, l’importo dell’assegno di cassa integrazione non verrá ridotto indipendente dal settore lavorativo in cui esercitate il secondo lavoro.

Malattia e cassa integrazione (Kurzarbeit). Come funziona?
Dipende se la malattia è subentrata prima o dopo la messa in cassa integrazione.
Se eravate già in malattia prima, riceverete dal datore di lavoro l’indennità di malattia per un importo pari all’assegno di cassa integrazione fino ad massimo di 6 settimane per la stessa malattia. Subentra la malattia dopo che siete stati messi in cassa integrazione, l’agenzia del lavoro continua a pagare l’assegno di cassa integrazione per un massimo di 6 settimane per la stessa malattia.

Ci sono eccezioni?
Sí. Laddove ci sono accordi sindacali in cui è stato concordato con il datore di lavoro il pagamento dello stipendio intero anche in caso di cassa integrazione.

E se sono ammalato per più di 6 settimane?
Dopo le 6 settimane subentra l’indennità di malattia che verrà pagata dalla cassa mutua. Questa viene calcolata sulla base dell’ultima retribuzione salariale prima della cassa integrazione. Un esempio: la cassa integrazione comincia il 24 marzo 2020, l’indennità di malattia viene calcolata sulla base della retribuzione percepita a febbraio 2020.

8. Cosa succede se il mio datore di lavoro non mi mette in cassa integrazione ma mi lascia a casa?
Qualora il datore di lavoro non vi mettesse in cassa integrazione temporanea (Kurzarbeit) e vi ordinasse di stare a casa per mancanza di lavoro, il vostro diritto alla retribuzione salariale non verrà pregiudicato. Tuttavia in via precauzionale, sarebbe opportuno chiedere al datore di lavoro il rilascio di un apposito attestato. In alternativa, si consiglia di fare in modo che al colloquio assista anche un testimone.
Tenete presente che nel caso in cui la vostra azienda adottasse il sistema del calcolo dell’orario di lavoro, il vostro datore di lavoro non può disporre unilateralmente dei vostri eventuali crediti (straordinari). Per cui, qualora egli vi chiedesse di rimanere a casa, per l’eventuale utilizzo dei vostri crediti (straordinari) è indispensabile il vostro consenso.
Se il datore di lavoro decidesse di sospendere temporaneamente l’attività aziendale a titolo precauzionale, dovrà comunque continuare a pagare il vostro salario anche per il periodo della sospensione.

ATTENZIONE! Si sconsiglia di firmare eventuali documenti che il vostro datore di lavoro vi presenta inerenti alla crisi causata dal coronavirus, previa attenta lettura e comprensione del testo. Potrebbe trattarsi di un accordo di licenziamento o di rescissione o modifica del contratto di lavoro in essere da cui potrebbero risultare conseguenze negative nei vostri confronti.

9. Il mio datore di lavoro può licenziarmi a causa della pandemia causata dal coronavirus?
Anche durante la pandemia si applicano le usuali norme di tutela del lavoro. Molte aziende subiscono perdite, ma questo non giustifica necessariamente la rescissione da un contratto di lavoro. Pertanto, vi preghiamo di non firmare alcun contratto di rescissione o di modifica che il datore di lavoro vi presenti senza il parere di uno studio legale o del vostro sindacato o di un centro di consulenza. Se siete impiegati da più di 6 mesi e la vostra azienda conta più di 10 persone occupate esiste una tutela contro il licenziamento regolata dalla legge (Kündigungsschutzgesetz). Se vi viene notificato il licenziamento, chiedete consiglio e presentate un’azione di tutela contro il licenziamento al tribunale del lavoro entro 3 settimane.

10. In caso di licenziamento quali regole vengono applicate nelle imprese con meno di dieci dipendenti?
Nelle imprese con meno di 10 dipendenti, non siete tutelati dalla legge contro il licenziamento (Kündigungschutzgesetz). Tuttavia vanno sempre rispettati i termini di preavviso indicati sul contratto di lavoro, o in mancanza di questi, si fa riferimento alla legge del codice civile tedesco (das Bürgerliche Gesetzbuch BGB).
Chi lavora da 2 anni ha un termine di preavviso di un mese, sempre a fine mese. Per chi lavora da piú di 2 anni il termine di preavviso si prolunga. Per esempio chi lavora da oltre 5 anni ha un preavviso di 2 mesi, 8 anni 3 mesi, 10 anni 4 mesi, 12 anni 5 mesi, 15 anni sei mesi, 20 anni 7 mesi.
Il licenziamento deve comunque rispettare un minimo di piano sociale. Se il datore di lavoro dovesse scegliere di licenziare dei dipendenti, dovrà licenziare prima gli ultimi assunti e verificare la situazione famigliare del dipendente, nel caso in cui ci siano figli a carico, ecc.
Anche nelle piccole imprese le donne in gravidanza, in maternità, i disabili e chi ha chiesto il congedo parentale o per la cura di famigliari disabili, godono di una tutela speciale contro il licenziamento.
Il licenziamento deve sempre avvenire in forma scritta. Il licenziamento in tronco o in forma verbale non ha alcuna efficacia. In tali casi si ha la possibilità di presentare un’azione giudiziale presso il tribunale del lavoro. Il termine utile per il ricorso è di 3 settimane a decorrere dalla data in cui vi è stato consegnato il licenziamento stesso!

Per informazioni piú approfondite consultate il seguente link:
https://www.fair-arbeiten.eu/de/article/15.kündigung.html

Per chi lavora nella gastronomia consultare il sindacato NGG
https://www.ngg.net/coronavirus-was-arbeitnehmer-wissen-sollten/

Nel caso di ricorso e nel caso in cui il vostro stipendio fosse basso, potete richiedere al tribunale del lavoro locale il cosiddetto „Beratungshilfeschein“ (patrocinio gratuito), con il quale potete rivolgervi ad un avvocato.

Tenete anche presente che avete l’obbligo di presentarvi immediatamente presso l’Agentur für Arbeit o al Job Center per la relativa iscrizione! A causa della situazione attuale, è possibile farlo anche telefonicamente o tramite Internet, senza presentarvi personalmente presso gli uffici! 
https://www.arbeitsagentur.de/eservices

11. Se l’asilo o la scuola di mio figlio chiudesse a causa del coronavirus, posso rimanere a casa e continuare a ricevere il mio stipendio?
I genitori stessi sono obbligati a fornire la necessaria assistenza ai bambini. Se non vi sono altre opzioni (ad es. assistenza da parte dell’altro genitore), potete chiedere al datore di lavoro di esonerarvi dal lavoro ma in questo caso senza ricevere la retribuzione salariale. In alternativa è possibile ridurre gli straordinari o prendere le ferie che in questo caso saranno retribuite. In molte aziende sono in vigore attualmente provvedimenti speciali per questi casi. Dovreste quindi parlare con il vostro datore di lavoro per trovare il modo migliore al fine di risolvere questa situazione di emergenza!
Se il bambino si ammalasse, saranno applicate le regole consuete: i dipendenti possono assentarsi dal lavoro a causa della malattia del bambino e devono inviare al datore di lavoro il certificato di malattia del figlio. L’indennità di malattia per accudire il figlio pari a 10 giorni e 20 giorni per i genitori single vi viene retribuita dalla cassa malattia presentando apposita domanda.

Indennitá per i genitori per accudire i figli – (Lohnersatz bei Kinderbetreuung)
Se dovete stare a casa per accudire i figli (etá max 12 anni) a causa della chiusura di asili e scuole e non avete altre possibilità il decreto prevede un’indennità.
Il presupposto che dovrà essere soddisfatto per poter fare richiesta di indennità è che i genitori non possano garantire l’accudimento dei propri figli nè con un’assistenza d’urgenza messa a disposizione dal datore di lavoro nè con l’altro genitore nel caso di coppie separate o divorziate. L’assistenza da parte dei nonni non sarà richiesta e presa in considerazione per ottenere l’indennitá.
Nella legge sulla protezione contro le infezioni (Infektionsschutzgesetz) è stata introdotta l’indennitá per accudire i figli in caso di mancato guadagno.
La mancanza di guadagno non sussiste se ci sono altre possibilità temporanee onde evitarlo, come per esempio lo smaltimento di ore di straordinari accumulate o la cassa integrazione. L’indennità per accudire i figli in questa situazione particolare è pari al 67% dello stipendio netto e viene pagata per un massimo di sei settimane e limitata ad un importo mensile massimo di 2.016 €. Il pagamento viene fatto dal datore di lavoro che presenterà poi domanda di rimborso all’ente preposto (Landesbehörde). Questo non vale per i periodi in cui le scuole sarebbero comunque state chiuse per ferie scolastiche ed è limitata fino al 31.12.2020

12. Quali misure precauzionali deve adottare il mio datore di lavoro per proteggermi dal coronavirus?
Il datore di lavoro ha il dovere di applicare le regole di emergenza, mettendo per esempio a disposizione un disinfettante, fornire informazioni sulle norme in materia di salute, sicurezza e igiene sul posto di lavoro.
Soprattutto la categoria di lavoratori, impegnata nei magazzini dove sono presenti i nastri di produzione non ha la possibilità di disinfettare o lavare spesso le proprie mani.
Importante: il vostro datore di lavoro é obbligato ad adottare tutte le misure di prevenzione contro il contagio da virus sul posto di lavoro.
La legge sulla protezione del lavoro vale più che mai in questo periodo di emergenza!
I provvedimenti da attuare per la protezione dei lavoratori devono essere stabiliti e definiti dal consiglio aziendale (Betriebsrat).
Le misure da adottare per la protezione dei lavoratori cambiano a seconda dell’attività commerciale o dell‘ azienda.

Ecco alcune misure a cui ci si dovrebbe attenere:

Disinfezione. Il datore di lavoro deve dare la possibilità ai propri dipendenti di lavarsi o disinfettarsi le mani regolarmente durante il lavoro e assicurare che vengano regolarmente disinfettate le superfici con cui il lavoratore viene in contatto con le mani

13. Vivo in un appartamento che il mio datore di lavoro mi ha dato in affitto. Devo lasciare l’abitazione se il rapporto di lavoro venisse interrotto?
No! Potete essere sfrattati dalla vostra abitazione solo in presenza di una sentenza del tribunale. Dal momento che esistono restrizioni di viaggio non è assolutamente consigliabile abbandonare volontariamente la vostra abitazione. In caso contrario potreste correre il rischio di rimanere senza casa e perdere il diritto di occuparla nuovamente. Questo vale anche nel caso in cui sussistesse solamente un contratto di affitto verbale. Se qualcuno vi facesse pressione di qualsiasi genere, si consiglia di contattare un centro di consulenza o la polizia!

Links:

Informazioni Ministero federale della sanità (tedesco, inglese, russo, turco)
https://www.bundesgesundheitsministerium.de/coronavirus.html

Informazioni sugli attuali sviluppi in tutto il mondo e per la Germania (tedesco)
https://www.tagesschau.de/ausland/coronavirus-karte-101.html

Fonte: Arbeit und Leben DGB/VHS Berlin Brandenburg 
BEMA Berliner Beratungszentrum für Migration und gute Arbeit NGG
Edito da: ITALUIL Germania e.V.

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